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L’industria italiana del riciclo

 



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Il Rapporto "Riciclo in Italia 2025", redatto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e presentato con il supporto di ISPRA e CONAI, delinea un quadro di eccellenza italiana nell'economia circolare, ponendo il nostro Paese al vertice europeo per tassi di riciclo e utilizzo di materie prime seconde.

Nel 2024, il tasso di circolarità dei materiali ha raggiunto il 21,6%, quasi doppio della media UE (12,2%) e superiore alla Germania (14,8%), grazie a un riciclo dell'85,6% sui rifiuti gestiti, il dato più alto del continente. Questa performance non è solo un primato ambientale, ma un pilastro strategico per la competitività manifatturiera, riducendo importazioni di materie vergini, emissioni, discariche e inceneritori.​

Analisi delle 19 filiere industriali

Il Rapporto offre un'analisi approfondita delle principali filiere del riciclo. Nonostante le sfide congiunturali della manifattura italiana (aumento costi energetici, inflazione, domanda debole), il settore mantiene performance solide sia in volumi trattati sia in fatturati, confermando la resilienza del modello italiano di gestione integrata rifiuti.​

Una sezione dedicata esplora il mercato delle materie prime seconde, evidenziando dinamiche di prezzi, domanda e sbocchi commerciali, con dati aggiornati e proiezioni future. Accompagna il documento una piattaforma interattiva che visualizza i flussi rifiuti degli ultimi 10 anni, la rete impiantistica nazionale e benchmark con Germania, Francia, Spagna e altri Paesi UE, strumento essenziale per policy maker e imprese.​

Criticità strutturali e opportunità normative

Tra i punti di attenzione, emerge la crisi del riciclo delle plastiche: prezzi depressi, margini ridotti, giacenze invendute e domanda fiacca stanno creando difficoltà negli sbocchi delle raccolte differenziate, con rischi di chiusura impianti in alcune Regioni. Ugualmente critica la situazione dei RAEE, con tassi di raccolta fermi al 30% (tra i più bassi UE), che limita l'accesso a materie critiche e scoraggia investimenti in tecnologie avanzate, vanificando una potenziale "miniera urbana" strategica.​

Sul fronte normativo, il Rapporto anticipa impulsi positivi dalle novità UE: il nuovo Regolamento sugli imballaggi, le regole sui rifiuti alimentari e tessili dovrebbero rafforzare i target di riciclo e premiare l'innovazione. Realizzato con il contributo di oltre 30 enti e imprese, invita a interventi urgenti per preservare capacità industriali e raggiungere gli obiettivi 2030, integrando politiche nazionali con strategie europee.

Fonte: Rapporto 2025 | Riciclo in Italia